I LAMBRUSCHI DOC DI MODENA
Il Lambrusco, un vino rosso che può essere frizzante o spumante, dal colore rosso rubino brillante o rosato, che deve essere servito a 12-14 °C per cogliere appieno fragranze e profumi, è nato in queste terre e da qui si è diffuso sui mercati nazionali ed esteri.
Caratteristiche del prodotto

Negli anni si sono codificate quattro tipologie di Lambrusco, che si distinguono per i differenti vitigni e per le diverse caratteristiche organolettiche: il Lambrusco di Sorbara, il Lambrusco Salamino di Santa Croce, il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, il Lambrusco di Modena. Sono vini completi che si esaltano nei profumi intensi e fruttati, nel gusto ricco e sapido, gradevoli, versatili, generosi negli abbinamenti, serviti freschi sono adatti a molte occasioni di consumo. Tutti hanno creduto nelle potenzialità del Lambrusco e hanno saputo reagire, nel tempo, alle difficoltà, con investimenti significativi nelle tecniche di coltivazione, nella metodologia di trasformazione delle uve, nell’affinamento della tecnologia di imbottigliamento: tutto ciò per arrivare a migliorare la qualità dei Lambruschi DOC. Decisivo quindi il fattore umano, la cui tradizione ed esperienza, in forma moderna, risale alla metà dell'800 come testimoniano documenti dell'epoca. Operano tuttora sul territorio aziende risalenti all'Unità d'Italia e Cantine Sociali dei primi anni del novecento unitamente ad altre importanti strutture più recenti e a giovani aziende di imprenditori appassionati.
Lambrusco di Sorbara - Si ricava dall'omonimo vitigno, il grappolo è a forma conica con acini sferoidali del diametro che spesso non supera i pochi millimetri. A compensare la scarsa produzione è la elevatissima qualità dell'uva. Per facilitarne la fecondazione, il Sorbara viene coltivato con una certa percentuale di Lambrusco Salamino, insieme nello stesso vigneto. Ha colore rosso rubino chiaro, con spuma leggermente rosea ed è il più chiaro delle tre varietà; dal caratteristico profumo di violetta; il sapore delicato, leggermente aromatico e fruttato; da consumarsi giovane.
Lambrusco Salamino di Santa Croce - Deriva essenzialmente dall'omonimo vitigno, anche se è possibile, a livello di impianto del vigneto, la presenza di altri Lambruschi, Ancellotta e Uva d'Oro. Il grappolo è piuttosto piccolo di forma cilindroconica, gli acini di grandezza non uniforme con buccia pruinosa blu-nerastra spessa e consistente. La produzione è ricca e costante. Ha colore rosso rubino carico, con spuma dagli orli violacei; il profumo è fresco, persistente, fruttato; gusto armonico, leggermente acidulo, con moderata alcolicità. Vino non impegnativo, ben si sposa con pasta asciutta e con arrosti di carne bianca o di maiale.
Lambrusco Grasparossa di Castelvetro - Come per il Lambrusco Salamino, la base ampelografica prevista all'impianto dei vigneti per il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro consente l'utilizzo di altri vitigni di Lambrusco oltre all'Uva d'Oro ed al Malbo Gentile. Il grappolo è spargolo di forma conica con acini sferoidali di colore blu scuro o nerastro, pruinosi, con buccia consistente e polpa mediamente succosa. Il vitigno è sufficientemente robusto e adatto a coltivazioni contenute, maturazione tardiva. Di colore rosso rubino intenso, con riflessi violacei, profumo vinoso intenso, fruttato, complesso; di sapore sapido, leggermente fruttato, con piacevole retrogusto amarognolo. Tra i Lambruschi DOC, è il più pieno e corposo, indicato per paste al forno, arrosti, salumi. La versione amabile può essere consumato come aperitivo o per accompagnare i dolci tipici di Modena.
Lambrusco di Modena - L’origine storica della menzione “Modena” o “di Modena” è sicuramente nota nella metà del 1800 grazie alla metodologia produttiva che consisteva in un uvaggio dei vari lambruschi tradizionalmente coltivati in provincia di Modena. Il vino ottenuto veniva denominato “Lambrusco di Modena” in quanto nome della città capoluogo di provincia. I consistenti e significativi risultati commerciali, consolidatisi in oltre un secolo di attività, hanno reso il “Lambrusco di Modena” il vino più rappresentativo e tra i più qualificati del’enologia provinciale, al punto che, per la sua fama, al pari del Lambrusco di Sorbara, del Lambrusco Salamino di Santa Croce e del Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, ha ottenuto il riconoscimento della D.O.C.
Marchio di tutela
Il Consorzio Tutela del Lambrusco di Modena http://www.tutelalambrusco.it/ ha l’incarico per la tutela e la valorizzazione delle DOC Lambrusco di Sorbara, Lambrusco Salamino di Santa Croce, Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, Lambrusco di Modena.
I Lambruschi DOC sono divulgati e valorizzati dal Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi http://www.lambrusco.net/. Le 11 aziende che fanno attualmente parte del Consorzio rappresentano circa l’85% della produzione di Lambrusco DOP della provincia di Modena.
A garanzia della qualità il Consorzio controlla ogni anno partite di Lambruschi DOC per oltre 25 milioni di bottiglie, mediante rigorose operazioni di verifica. Un apposito comitato tecnico effettua l’esame organolettico su campioni anonimi prelevati presso i consorziati e preventivamente sottoposti ad analisi. In base a tale esame viene espresso un punteggio che indica se il vino è idoneo a fregiarsi del marchio o contrassegno consortile.
Storia & cultura
Un'ampia raccolta di documenti storici riconosce alla zona di Modena l'origine del Lambrusco. Di "Vitis labrusca" si parla fino dall'epoca romana, i latini chiamavano così un vitigno selvatico che produceva frutti dal gusto aspro e che cresceva ai margini dei campi coltivati. Lambrusca in latino vuol dire selvatica e si può far risalire all'unione di "labrum" e "ruscum" per indicare una pianta selvatica che nasce ai bordi dei campi. Altro significato è dato dall'unione dei vocaboli "labens" e "bruscum" cioè di pianta pendente e nodosa, come la vite. Ma è solo dal XIV secolo che si riesce a sviluppare una selezione che permette una vinificazione soddisfacente. Alcuni documenti dell'epoca testimoniano che le cantine dei Duchi Estensi erano ben rifornite di "Lambrusca". Solo a partire dal settecento il vino viene imbottigliato e con tappi di sughero che permettono la conservazione all'interno della bottiglia della fermentazione naturale degli zuccheri. Nota storica, degna di menzione, è la predilezione che il poeta Giosuè Carducci aveva per il Lambrusco, che veniva spesso a bere direttamente a Modena in un'antica trattoria ancor'oggi esistente e che porta il suo nome. Nel 1970 i produttori hanno ottenuto il riconoscimento DOC per i vini Lambrusco di Sorbara, Lambrusco Salamino di Santa Croce, Lambrusco Grasparossa di Castelvetro. Dalla vendemmia 2009 i produttori la DOC “Lambrusco di Modena” riconosciuta nel 1970.
Uso in Cucina
Il Lambrusco DOC è l’accompagnamento ideale per i cibi della cucina modenese, famosa in Italia e in tutto il mondo per i suoi piatti ricchi e allo stesso tempo genuini e casalinghi, che da soli possono completare l'intero menù: dall'antipasto al dolce esempio gli amaretti http://www.amarettidimodena.it/
e per ogni portata abbinare un diverso tipo di Lambrusco. Nel tempo, il Lambrusco si è fatto spazio tra tutte le altre produzioni enologiche della zona, in gran parte soppiantandole ed arrivando ad essere il vino di Modena per eccellenza, grazie alla sua insuperata capacità di abbinarsi agevolmente con i piatti locali, tanto da essere promosso a pieni voti, anche secondo i canoni più severi adottati oggi dai sommeliers. Si tratta prevalentemente di abbinamenti “per contrasto”, in cui al gusto e ad altre caratteristiche vengono contrapposte quelle del vino: nel nostro caso, a piatti sostanziosi, ricchi di grassi e calorie si contrappone un vino di elevata freschezza e acidità, rinforzata dalla caratteristica di essere “frizzante” o “spumante”, e di moderato tenore alcolico, ma tuttavia “tonico” per la presenza del tannino (è un vino rosso!) e fortemente coadiuvante la digestione.


