SALAME DI SAN FELICE
Il Salame di San Felice è un insaccato ricco di proteine, dal profumo invitante e appetitoso, dal caratteristico sapore dolce, ottenuto da carni suine selezionate provenienti esclusivamente da allevamenti locali.
Caratteristiche del prodotto
Il Salame
di San Felice è un insaccato dalle qualità organolettiche
irripetibili: ricco di proteine, dal profumo invitante e
appetitoso, dal caratteristico sapore dolce. Il colore rosso rubino
intenso e la particolare morbidezza gli derivano dalle carni suine
selezionate provenienti esclusivamente da animali allevati sul
territorio e dall'uso, nell'impasto, di vino rosso, rigorosamente
lambrusco.
Le carni selezionate per l'impasto, che provengono da alcuni tagli della mezzena del maiale, sono macinate insieme al grasso e dopo essere state debitamente salate "a secco", "messe in concia" e mescolate vengono insaccate utilizzando i budelli dello stesso animale, opportunamente lavati e dissalati. Da qui la caratteristica forma cilindrica più o meno marcata, mentre la lunghezza del salame varia in funzione delle scelte aziendali.
Marchio di tutela
Il marchio di tutela "Salame di San Felice" è stato
realizzato dalla Camera di Commercio di Modena in collaborazione
con il Comune di San Felice sul Panaro che ha svolto l'importante
ruolo di collegamento con i produttori aderenti.
Per maggiori informazioni: http://www.salamedisanfelice.it
Storia & cultura
Il salame ha origini molto antiche: già in tempi remoti vi era la necessità di conservare a lungo la carne, alimento indispensabile per il sostentamento, mediante l’utilizzo di conservanti assolutamente naturali quali il sale e le spezie. La testimonianza dei primi "branchi" di maiali risale ai tempi degli etruschi, in epoca romana la Valle Padana era rinomata per gli allevamenti di suini, con gli animali ricoverati nelle porcilaie solo al momento del parto delle scrofe o nei mesi più freddi. Risale infatti allo stesso periodo la messa a punto delle tecniche di salagione e di stagionatura delle carni suine sviluppatesi nella Pianura Padana e radicatesi successivamente in Italia ed in Francia.
Uso in Cucina
Tradizionalmente viene consumato a fette sul pane, presentato assieme ad altri salumi rappresenta un valido antipasto della cucina tradizionale modenese, tagliato a fette larghe e rigorosamente in senso obliquo, si accompagna perfettamente al tradizionale "gnocco fritto".



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